Le nostre piante vengono coltivate con il sistema della Produzione Biologica Integrata.

Cos’è? Come funziona? 

Negli ultimi anni è aumentata sempre più la sensibilità delle persone nei confronti della natura, del rispetto dell’ambiente che ci circonda e della sua tutela. Molte persone cerccoccinella-pag-plusano di inserire nella loro alimentazione cibi di tipo biologico e prodotti che siano in linea con le caratteristiche del bio.

Di pari passo, questa mentalità porta con se maggiore attenzione alla persona e alla sua cura, intesa come bene-essere e armonia di se stessi e di ciò che ci circonda.

In questo approccio alla vita che si concretizza in una quotidiana ricerca della serenità, tranquillità e riflessione, l’ambiente che ci circonda gioca un ruolo importante.

Che sia la nostra abitazione o l’ufficio, è importante cercare di rendere armonico lo spazio dove trascorriamo la maggior parte delle ore della nostra giornata.

Le piante possono rivelarsi un importante alleato nella raggiunta di questo obiettivo. Un fiore e una pianta in vaso porta vita, colore e serenità in una stanza, mettendoci in contatto con la natura e, in alcuni casi, aiutandoci a purificare l’aria dell’ambiente dove siamo.

 

 

E se le piante che sono nelle nostre mani provenissero da un sistema di coltivazione anch’esso attento a questi valori, al rispetto della natura e dell’uomo?

Potrebbe essere una bella idea, no?

Qual’è il nostro contributo?

Le nostre piante in vaso, coltivate nei 15mila metri quadri su cui si estendono le nostre serre a Cordignano in provincia di Treviso, vengono piantate e crescono in una filiera che riserva particolare attenzione a questi due aspetti: rispetto per la natura e rispetto per l’uomo.

Come? Attraverso l’utilizzo del sistema di coltivazione della Produzione Biologica Integrata.

In cosa consiste? Si tratta di utilizzare nel sistema di cura delle piante in serra, degli insetti antagonisti rispetto a quelli che possono essere presenti in serra e che si rivelano dannosi per le piante.slides

In questo modo si privilegia l’utilizzo di insetti rispetto a quello dei concimi. Con tutti i benefici che questo comporta sia per la pianta che l’uomo che la maneggia.

Nella pratica si tratta di contrastare la presenza di insetti che potrebbero minacciare la crescita delle piante, il loro sviluppo e la fioritura, utilizzando degli insetti che per natura sono antagonisti  e predatori degli insetti che vogliamo contrastare.

Il tutto si riassume in una frase: più insetti e meno concimi.

Ne deriva un ambiente di coltivazione più sano e una pianta cresciuta con un minor utilizzo dei concimi che tradizionalmente vengono impiegati nelle sue fasi di crescita.

Una bella pratica, frutto della ricerca finanzata dal REG.(CE) N. 1698/05 – P.S.R. della Regione Veneto Misura 124 «Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo» progetto “PROBIOSER”. Un’analis realizzata con la collaborazione dell’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente che ha portato avanti uno studio della dinamica spazio-temporale dei tripidi fitofagi e dei loro antagonisti naturali su colture ornamentali protette.